Napoli in dolcezza

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Passeggiata per il centro storico legando i luoghi e i monumenti alle storie della grande tradizione pasticciera napoletana. Aneddoti e storie sulla creazione e trasformazione delle prelibatezze locali, la loro origine e il loro giungere attraverso le epoche a deliziare ancora oggi il palato di napoletani e visitatori.

Si nu babbà si è soliti dire a Napoli per indicare una persona dolce e buona paragonandola al famoso dolce,uno dei simboli della città.

Napoli è indissolubilmente legata al cibo, ai sapori e odori che invadono le sue strade, i suoi vicoli.

Pizza, mozzarella, fritti e poi i dolci maestosi, strabordanti, di   una varietà incredibile che non ha paragoni da nessun’ altra parte e che deliziano gli occhi prima ancora del gusto di chi, passeggiando,non può non avere l’acquolina in bocca al solo guardare le vetrine della miriade di pasticcerie che riempiono la città. Dolcezze a cui è impossibile resistere. Io dico sempre che è difficile non ingrassare a Napoli, è vietato non mangiare. Tutto è troppo e troppo buono.

Odori e sapori legati alla memoria: ricordi di quando ero bambina e durante la settimana santa l’aria era invasa dal profumo di acqua di fior d’arancio per preparare la pastiera, la regina della Pasqua o gli effluvi di miele e mandorle nel periodo natalizio per gli struffoli e roccocò.E ancora il fritto a San Giuseppe per le morbide e succulenti zeppole.

Ogni periodo dell’anno caratterizzato dal suo simbolo dolce fino ad arrivare ad un ‘altra icona per eccellenza di Napoli: la sfogliatella nata nei conventi ad opera delle abili mani e delle ricette segrete delle monache di clausura.

La nostra passeggiata partirà da piazza San Domenico e dalla storia del ministeriale, golosità inventata per amore dal signor Scaturchio, titolare della famosa pasticceria del centro antico.

Gli storici palazzi nobiliari del cuore di Napoli ci daranno lo spunto per raccontare cosa allietava le tavole dell’aristocrazia dell’epoca. Il convento di san Gregorio Armeno con la sua splendida chiesa capolavoro del barocco in cui le suore erano specializzate nel preparare le pastiere (dolce secondo la leggenda attribuito addirittura alla sirena Partenope) e altre delizie per il palato di sua  maestà re Ferdinando.

Un racconto dopo l’altro per poi arrivare al babbà (con due B come dicono i napoletani); dolce che napoletano di origine non è ma che è diventato, grazie alla fantasia e all’abilità dei monsù (cuochi) di corte, il più partenopeo dei dolci.

La scelta di questo tour singolare ci fornirà l’occasione per visitare il centro storico di Napoli legandolo ad un tema davvero particolare Storie e curiosità per tutti i gusti. Delizia per le orecchie….delizia per il palato.

 

Stefania

 

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