Da Piazza del Gesù alla Cappella Sansevero, tour

0

Da Piazza del Gesù alla Cappella Sansevero ovvero sulle orme di Gesualdo di Venosa e del principe alchimista Raimondo de Sangro.

Un percorso nel centro storico della città. Strade che percorse migliaia di volte, teatro di eventi raccontati di sfuggita a cui si può dare una continuità logica e a collocarli nei giusti ambienti.

Si parte da Piazza del Gesù che deve il nome all’omonima chiesa. L’edificio nato originariamente come dimora privata, progettato e ultimato nel 1470 da Novello da San Lucano per espresso volere di Roberto Sanseverino principe di Salerno.

Il palazzo era celebre per la bellezza dei suoi interni, le sale affrescate e lo splendido giardino. Era inoltre un punto di riferimento per la cultura napoletana, rinascimentale e barocca. Nel 1584 il palazzo con i suoi giardini fu venduto ai gesuiti che da edificio civile lo riadattarono a chiesa, istituendo poi, in quell’area, una vera e propria “insula gesuitica”. Proprio con i gesuiti di questa chiesa era legato don Gesualdo da Venosa, compositore di madrigali e musica sacra che ebbe un grande peso nella scena musicale a lui contemporanea.

Proseguendo su via Benedetto Croce (Spaccanapoli) costeggiata da antichi palazzi nobiliari, come palazzo Filomarino, Carafa della Spina, Palazzo Venezia, donato dal Re di Napoli Ladislao II d’Angio’ Durazzo alla Serenissima Repubblica di Venezia intorno al 1412, per circa quattrocento anni sede dell’ambasciata veneta nel Regno di Napoli, giungiamo in piazza San Domenico Maggiore, crocevia d’importanti strade della città, centro del perimetro storico di Napoli, il suo fulcro è costituito dalla guglia dedicata all’omonimo santo, ex voto della popolazione napoletana per scongiurare la peste del 1656, le fanno da cornice le grandi dimore della nobiltà napoletana: palazzo Corigliano, Casacalenda, Petrucci, la chiesa di San Domenico Maggiore, splendido esempio di architettura gotico-angioina, assieme al suo adiacente convento, uno dei più grandi e importanti complessi religiosi della città.

Chiude la cornice della piazza Palazzo Sansevero dove nel 1590 si consumò di uno dei più efferati delitti d’onore che la tradizione napoletana ricordi, l’uccisione di Maria D’Avalos e del suo amante, il duca d’Andria Fabrizio Carafa, per mano del marito di lei, il madrigalista Carlo Gesualdo, principe di Venosa e grande amico del poeta Torquato Tasso. L’edificio fu poi acquistato dalla famiglia Sangro di Sansevero. Fu per volontà soprattutto del principe Raimondo de Sangro che venne operata una restaurazione del palazzo che cancellasse il tragico episodio. Terminiamo il nostro percorso con la visita della Cappella Sansevero, (chiusa il lunedì e martedì) situata nell’adiacente via Francesco de Sanctis, costruita nel 1590 nel giardino del palazzo per ospitare le tombe di famiglia, abbellita coi capolavori realizzati dai migliori artisti dell’epoca. Statue, bassorilievi, affreschi, sculture, ogni singolo elemento è un simbolo riconducibile al linguaggio tipico della loggia massonica, del quale il principe faceva parte. Di vasto splendore il Cristo velato, opera dello scultore Giuseppe Sammartino, splendido gioiello del ’700 napoletano, ricavato da un unico blocco di pietra, che come il principe sottolineava fu “fatto con tanta arte da lasciare stupiti i più abili osservatori”.

 

Natalia

 

Per maggiori informazioni e prenotazioni contattaci!

Share.

Comments are closed.