Da Monte di Dio a Pizzofalcone e Santa Lucia: alle origini di Parthenope

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Visita guidata, della durata di circa 2 ore alla scoperta dei luoghi dove tutto ebbe inizio.

Le strade dell’antica acropoli, dove quasi 3000 anni fa i Greci, stregati dalla bellezza del golfo di Napoli, fondarono la prima città, per lasciar posto, nei secoli successivi a soldati, monaci e nobili.

Molti credono che il primo nucleo della nostra città sia quello che oggi chiamiamo centro storico, nascosto tra i vicoli che un tempo erano i cardi e decumani di Neapolis. Ma vi è una città ancora più antica, la Palepolis, eretta su quel monte Echia che ancora domina il golfo tra Piazza del Plebiscito e Santa Lucia, per poi terminare in mare dove era la tomba dell’amata sirena Parthenope.

L’itinerario comincia da Piazza del Plebiscito per dirigerci verso la chiesa di Santa Maria degli Angeli a Pizzofalcone, e qui potremmo imbatterci in qualche nostalgico neoborbonico, perché è in questo tempio che fino agli inizi dell’800 i reali salivano da Largo di Palazzo per raccogliersi in preghiera e rendere omaggio alla Vergine.

Da quì si apre Via Monte di Dio e lo sguardo si perde tra gli innumerevoli portali, biglietto da visita della ricca nobiltà e degli alti ranghi dell’esercito spagnolo, che nel ‘500 trova rifugio su queste alture. Nascosto tra la rete intricata dei palazzi, il vico Calascione ci offre un panorama inaspettato con terrazze e giardini sospesi sul tufo di Pizzofalcone che conducono lo sguardo verso il mare.  Ma è presto per raggiungere Parthenope, il nostro viaggio prosegue lungo la collina fino a giungere dinanzi alla magnifica dimora dei duchi Serra di Cassano, esempio di quella nobiltà illuminata che alla fine del ‘700 proverà invano a diffondere nel Regno gli ideali di eguaglianza e libertà.

Pizzofalcone però è da sempre anche luogo di difesa e attività militari, come testimoniano l’Accademia Militare della Nunziatella ed il possente edificio della Caserma Nino Bixio dove potremmo imbatterci nell’ispettore Lojacono alla guida dei suoi “bastardi” resi celebri dalla penna di Maurizio De Giovanni.

Ed infine comincia la nostra discesa verso il mare, lungo le rampe Lamont Young, tra le vestigia dei fasti luculliani ed i ruderi di Villa Ebe, memoria del sogno di un genio visionario, fino a Santa Lucia dove ci attende la dimora di Parthenope che ancora giace nascosta da secoli sotto il possente Castel dell’Ovo.

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