Pastiera e casatiello, origini

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Aspettando Pasqua 2021, scopriamo le origini di due pietanze sempre presenti sulle tavole dei napoletani per l’occasione: la pastiera e il casatiello.

Pilastri della tradizione della cucina napoletana, entrambe sono ricette le cui origini si perdono nella storia di secoli e secoli fa.

 

Le origini della pastiera napoletana

Secondo alcuni, la pastiera napoletana deriva dal rito pagano primaverile delle uova, un’usanza risalente addirittura all’epoca a.C. Secondo altri, la pastiera era parte dei tipi di pane utilizzati dai cristiani nascosti nelle catacombe durante il periodo di Costantino. Seguendo un’altra storia sulle origini della pastiera, probabilmente la più attendibile, la ricetta della pastiera napoletana è stata create da alcune suore del monastero San Gregorio Armeno di Napoli.

Le suore composero la ricetta spinte dalla volontà di creare un dolce per celebrare la resurrezione di Cristo. Alla ricotta, simbolo di purezza, vennero aggiunti i chicchi di grano e le uova, simbolo di nuova vita.

A Napoli, la pastiera è una ricetta seguita da tutta la famiglia in ogni fase. Dalla cottura del grano alla preparazione della crema pasticcera. Infatti, sia la pasta che la farcitura richiedono moltissima attenzione.

 

Le origini del casatiello

Il casatiello è un ciambellone salato che viene consumato durante il periodo di Pasqua a Napoli. Si tratta di una pasta arrotolata con salumi e formaggi e successivamente arricchito con uova intere.

Come nel caso della pastiera, anche il casatiello è una ricetta ricca di significato e simbolismi. Il salame rappresenta l’antico rito pagano in cui venivano sacrificati i maiali in cambio della fertilità delle donne e della terra; il formaggio rappresenta ancora una volta l’innocenza di Cristo.

Ance la preparazione del casatiello è molto lunga e complessa. Infatti, solitamente le ricette che caratterizzano il pranzo di Pasqua a Napoli vengono preparate solitamente durante la Settimana santa e mai tutte insieme nel giorno di Pasqua.

 

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